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martedì 23 ottobre 2012

Un ospite baffuto , una torta allegra e i muffin in coppetta (seconda parte)


Quest’anno mi sono messa in testa che la torta per il compleanno di mio figlio  voglio  - meglio vorrei :-)  – farla io.  Gli anni passati mi sono sempre affidata alle pasticcerie ma stavolta vorrei  fare diversamente e possibilmente qualcosa con effetto sorpresa.  Mancando circa un mese e qualcosa all’evento, ho iniziato a darmi da fare. Quelli che vedete in foto sono veri e propri esperimenti . C’è da dire che mentre pasticciavo un paio di dubbi mi hanno assalito e forse, chi  tra di voi ha sgranato gli occhi, sa quanto sto per dire.  La preparazione di  una torta  cosi colorata prevede necessariamente  dei  coloranti. Alcuni si riescono a ricavare da ingredienti come le barbabietole per il rosso, il thè matcha per il verde, o ancora il nero con la liquirizia e  con qualche cucchiaio di zucchero si rende dolce ciò che non è. Ma gli altri? C’è chi non si pone il problema e  va dritto per la sua strada come  di recente Martha Stewart. Sinceramente, mangiare qualcosa di blu non mi fa impazzire (non ho mai mangiato neanche il famoso gelato gusto puffo) : è decisamente poco naturale e anche il liquore curacao blu pare sia tanto  artificiale  da far storcere il naso. Anche i più noti cake designer utilizzano i coloranti: chi in gel, chi in polvere ma non possono davvero farne a meno.  Insomma, la questione per la sottoscritta  è la seguente:  trattandosi  di una festa per bambini, vi fareste lo scrupolo che non sia proprio sano? Non vorrei ritrovarmi contro mezza scuola, preside compreso!
E' vero anche che i bambini spesso trangugiano alimenti dall'aspetto più sano ma che a ben vedere poco hanno di tale. Non vi dico poi l'espressione stupita di mio figlio che ha creduto avessi copiato l'imamgine di un pavone che fa la ruota. Mentre mi arrovellavo la testa su tutto ciò  mi chiedevo come poter  presentare muffin e dolcetti  genuini. Ho  cercato tra  i miei pirottini alla ricerca della misura  giusta sino a quando non li ho trovati (ero sicura di averli). Ho pensato che magari questi potrebbero essere offerti nelle cialde dei coni  e credo che ai bambini piacerebbero molto. Se ne possono fare ovviamente di tanti colori e forme ma potrebbe essere un’idea originale . Cosa ne pensate? Ed ora , senza che aggiunga altro all’argomento passo al vero protagonista del post: Romeo. Il micio è stato portato dal veterinario e pari scoppi di salute. Passa molte ore a sonnecchiare indisturbato nella sua cesta e neanche il profumo di un arrosto è riuscito a svegliarlo. Sono tornata sul luogo del ritrovamento ma non ho visto alcun cartello e neanche lo stesso veterinario mi ha saputo aiutare dunque che dire a questo punto se non benvenuto Romeo?










Ingredienti
3 uova 
150 gr di zucchero
200 gr di farina
100 ml di olio
80 ml di acqua
2 cucchiaini di lievito per dolci
coloranti alimentari - io ho usato verde e blu in gel
1 cucchiaio di cacao amaro sciolto in un dito di acqua

Montate gli albumi con 60 gr di zuccheroe poi anchei tuorli con il restante fino a che non diventino una bella crema spumosa. Aggiungete l'olio, mescolate, aggiungete l'acqua e infine la farina con il lievito. Incorporate lentamente gli albumi montati a neve all'impasto e dividetelo nelle ciotoline per quanti colori volete usare. Se volete fare il marrone sciogliete il cacao amaro con qualche goccia di acqua . 
Versate nella tortiera già imburrata aggiungete il cucchiaio di colore che volete usare per primo partendo dal centro. Procedete allo stesso modo ripetendo l'operazione anche con gli altri colori, sempre partendo dal centro. Infornate a 180 gradi per circa 30 minuti.



mercoledì 5 settembre 2012

Cartoline di un'estate e un dolce alle more



Siete ancora con i piedi a mollo o il capo vi ha già reclamato in ufficio e non c'è stato niente da fare? Siete tra i fortunati vacanzieri  settembrini o le vostre ferie sono già un ricordo?
Io appartengo a questa seconda categoria e sono rientrata al lavoro, a casa, alla vita di tutti i giorni.Nulla di male, ma diciamocelo: le vacanze vorremmo non finissero mai. Non mi lamento più di tanto però. Non quest'anno.  Le mie ferie sono andate bene e mi sono a lungo crogiolata al sole del sud- quello salentino. Ho fatto di tutto un pò:   ho visto posti nuovi, sono stata con amici che non vedevo da tempo, ho  pasticciato ai  fornelli provando nuove cose di cui dirò nei prossimi giorni. Insomma, una bella vacanza. Inoltre, come ogni anno,  il B&B  gestito dai miei genitori  ha ospitato tante persone simpatiche, proveninenti da tutta Italia e qualcuno anche oltre e questo per me  è sempre stato  un appuntamento felice,  da non mancare. Mi sono anche rinfrescata la memoria facendo una breve tappa a Gubbio, dove ero già stata anni or sono  e ben presto pubblicherò qualche foto che spero vi piaccia.Quest'estate ho camminato tanto  e ho scoperto di amare le more. Le ho raccolte vicino casa (si avete letto bene!) e questa cosa mi è piaciuta tanto da farmi sembrare più buono il dolce preparato. Non sono mancati poi i fichi che già fanno parte da tempo del menu e che  non possono proprio mancare sul tavolo per i nostri ospiti.
L'estate è stata occasione non solo per belle giornate al mare ma  anche per vivere un pò all'aperto organizzando magari una cena in giardino o terrazza  o per  ritrovare un pò di quiete passeggiando  tra le stradine dei paesini, per me  cosi tranquilli rispetto al caos della capitale....vi lascio con qualche scatto -qualcuno gentilmente rubato ai miei ospiti  ( ho usato  www.photovisi.com, è facile e divertente! ) -  e una ricetta, perfetta per la merenda , per una colazione genuina pensando un pò ai giorni di sole....

Ingredienti
 250 gr di farina
250 gr di  zucchero
130 gr di olio
125  di panna
1 bustina di lievito
circa 80 grammi di more
1 cucchiaino di amido di mais
3 uova intere


Procedete facendo uno zabaione con le uova e lo zucchero. Aggiungete tutti gli ingredienti liquidi e poi la farina.Amalgamate bene il tutto formando un composto cremoso.  Da ultimo aggiungete il lievito e le more avendo cura di girare delicatamente. Infornate a forno già caldo a 170 gradi per circa 30-40 minuti in uan teglia imburrata o rivestita di carta forno. questo dolce si può realizzare con farina senza glutine seguendo la stessa procedura.




martedì 24 luglio 2012

Le uova "trucco e parrucco"





In realtà, guardando queste uova cosi conciate mi è venuta subito in mente la mia amica foodblogger Sara,  vera maga della decorazione (datele  pane raffermo di 3 giorni  e ve lo presenterà sotto nuove, splendide vesti con relativa salivazione da primato! Fatevi un giro sul sul blog se non ci credete!) invece questa è solo un’allegra presentazione di  un piatto semplicissimo -  neanche opera mia - perché oggi qui si parla di decoro! In fatto di uova , beh, sarà forse una mia fissa ma devo diro ne sono particolarmente attratta: mi piace davvero scovare nuovi modi di mangiarle e perchè no, presentarle. Che siano  quelle di Spiderman, quelle di Pasqua da reinventare  - ricordate questi post? -  o quelle dalla coltre gialla a fare da vestito , trovo valga sempre il detto per cui “anche l’occhio vuole la sua parte”, cosi vero in termini di cibo.  Queste, dicevo sono davvero semplici da preparare, di una banalità che fa tanto ma tanto scena e incuriosice tutti. Messe a bollire, sbucciate, spaccate e private del rosso, sono state  riempite di tonno in crema (frullare e aggiungere un goccio di olio se quello al naturale e qualche goccia di balsamico) , e quindi  cosparse dell’albume rassodato e spolverato, o meglio, passato con lo schiacciapatate cosi da formare dei piccoli garganelli. Nulla di trascendentale dunque e da li facile dire uova col  “ trucco ( è sotto!!) e parrucco”, non credete?
Io trovo  meritasse uno scatto,  a  riprova che c’è sempre da imparare soprattutto per le cose che possono allietare una tavola con poco. Grazie zia Rosaria per la bella giornata. 



lunedì 23 luglio 2012

Sua eccellenza, la mozzarella di bufala





Uno di questi caldi, afosi week end sono stata in Campania. Il mio maritozzo è di casa li e spesso ci andiamo in visita ad amici e parenti. Quest’ultima volta siamo andati da amici,  a Castelvolturno, non lontano da Napoli.

E’ stata ancora una volta 
una golosa occasione per fare un giro nella bella città partenope e di gustare le tante bontà locali, una su tutte, la mozzarella di bufala.
Ora qui apro una veloce parentesi. Pare ci siano scuole di pensiero diverse circa la provenienza di quella doc,  quale sia la migliore, quale più morbida e succosa e cosi dicendo. Se sia la zona di Castelvolturno appunto, quella di Salerno, quella ancora di Paestum,..insomma i termini di confronto esistono e al di là della tecnica che pure c’è,  io mi sono fidata esclusivamente dei miei sensori che sin dal primo boccone dicevano “Buono! Buono!Mangia! Mangia!”. Una vera  goduria senza badare tanto alla provenienza. In seguito, dopo essermi ripresa da questo vero e proprio shock papillo-gustativo, quando il trip si è concluso, ho realizzato che senza dire cavolate, quella di”Ponte A Mare”, giustamente consigliata a questo punto,  è sicuramente tra le migliori, almeno per la sottoscritta che non avendo fatto il  mozzarella- tour si è voluta, diciamo cosi, accontentare  (e scusate se è poco!).
Tra l’altro, navigando su internet e informandomi su chi, dove e perché, ho scoperto che il suddetto caseificio è menzionato anche dall’illustre GamberoRosso che la pone al primo posto e qualcosa vorrà pur dire.
Io vi ho dato un mio parere al riguardo, consapevole che molto sono gli altri meritevoli sparsi sul territorio. Se siete da quelle parte, fate un giro: non potrà che farvi piacere.

Caseificio Ponte a mare
via Domitiana km 34. 07
Castelvolturno (CE)
www.ponteamare.it






mercoledì 20 giugno 2012

Rosti zucchine e wurstel



Il nome non deve far paura . Alla difficoltà della pronuncia – rosti con la dieresi sulla o per emettere un suono tra la u e la o appunto! – non corrisponde la preparazione questo piatto davvero semplice. Gli ho assaggiati per la prima volta durante una mia permanenza in Germania e ne ho mangiati a bizzeffe.
In realtà rosti è un termine svizzero e sta indicare il tipo di preparazione, quasi sempre a base di patate e la cottura , generalmente fritta o quantomeno spadellata con poco olio, insomma, senza andare per le lunghe, delle vere e proprie frittelline salate ma anche dolci.
I più rinomati , quelli di patate, sono amatissimi dai cugini europei anche se il nome a volte cambia: “Kartoffelpuffer” o Kartoffelkuchen alla lettera frittelline di patate appunto). Si accompagnano con varie salse ma la più frequente è  la Apfelmuss, una salsetta dolce al sapore di mele. (ma noi italiani se salato è , salato deve essere giusto?) .Questa variante è facile e forse più veloce nella cottura perchè  patate non ce ne sono.  Si accompagna bene  all' aperitivo e paice molto ai bambini. Un consiglio: io ho usato poche spezie ma voi divertitevi.


Ingredienti per circa 10 rosti
3 zucchine di grandezza media
3 wurstel
4-5 cucchiai di farina
Sale e pepe q.b.
2 cucchiai di olio evo
Prezzemolo
Maggiorana

Lavate le zucchine e privatele delle estremità. Sfilettatele con l’aiuto di una grattugia a buchi grandi riponendole in una coppa. Fate altrettanto con i wurstel. Mischiate i due ingredienti e aggiungete via via i cucchiai di farina. Noterete che l’acqua delle zucchine ne farà un pasticcio. Aggiustate di sale e pepe e le spezie scelte. Mescolate il tutto. In una padella capiente, versate l’olio e lasciate riscaldare un minuto. Con l’aiuto di un cucchiaio, fate delle quenelle della mistura che verserete nella padella schiacciando con il dorso del cucchiaio. Fate rosolare per qualche minuto da un lato la frittatina, girate e ripetete l’operazione.



martedì 5 giugno 2012

PASTA, PANCETTA E PARMIGIANO: i mini sformati pret-à-manger che fanno bene anche agli amici emiliani!


 

Questa piacerà ai bimbi  ma anche, soprattutto,  alle mamme perché.... i piccoli di casa la mangiano volentieri! Il procedimento è classicissimo  ma il formato è diverso e  forse , un po’ perché la pasta risulta croccante, un po’ perchè pare essere una tortina,  invoglia di più. Tra l’altro, per chi non volesse passare in rassegna il proprio frigorifero alla ricerca di “avanzi “ da riciclare rigorosamente (!!!) , queste porzioni sono un ottimo metodo anti spreco. Last but not least, hanno tanto parmigiano che , come sapete, non solo  è un ottimo alleato della cucina come tradizione vuole ma, in questo momento, è prezioso per chi  , nelle vicende emiliane degli ultimi giorni,  ha davvero bisogno di una mano. Le pezze del famoso formaggio andate rotte sono ancora buone da mangiare  dunque perché non  unire l’una e l’altra cosa? Tutti gli aggiornamenti e le informazioni sono qui e mi fa piacere anche ricordare  che non sono solo i caseifici a essere in difficoltà ma anche le acetaie e i produttori di pere tipiche emiliane.

Ingredienti
200 gr. pasta corta di vostra scelta
200 gr. formaggio parmigiano reggiano
300 gr.  pancetta  magra in cubetti
250 ml di panna da cucina
Sale q.b.
1 cucchiaio di olio evo


Accendete il forno a 150 gradi circa. Lessate la pasta come d’abitudine e salate.  Nel mentre, rosolate appena appena la pancetta in una padella con l’olio. Quando la pasta sarà pronta, versatela in una coppa e aggiungete la panna e la pancetta e amalgamate il tutto.  Dispontele  in piccole pirofile o comunque in teglie anche usa e getta di formato piccolo. Versate la pasta e fate in modo che ci sia abbondante panna affinché non si secchi durante la cottura . Spolverate tutto con abbondante parmigiano. Infornate per circa 10 minuti  e ancora 5 minuti con il solo grill. 







martedì 10 aprile 2012

Buona Pasqua e l' uovo da riciclo!






Come dice la mia amica Sara dei Piattini di Drilli , grande fonte di ispirazione per questo posto, a volte bisogna iniziare dalla fine e dunque, visto che Pasqua è ita , posto ora quello che è stato il mio dolce, quello cioè che ha concluso il mio pasto per questo giorno di festa . Sperando cosi di farvi cosa gradita, vi indico anche un modo per riutilizzare le uova, quelle ancora mezze sane si intende  qualora ne aveste ancora in giro per casa.
Io mi sono divertita cosi ma l’accompagnamento ha molte varianti. E’ stato bello soprattutto far felici i bambini che non credevano che un uovo potesse presentarsi cosi e avere “certe” sorprese anche se senza carta. In ritardo lo so - ma vale ancora vero? - tanti auguri di una buona pasqua di resurrezione.








Ingredienti per il ripieno:
1 metà uovo  (vi consiglio di usarne uno medio-grande)
una decina di savoiradi a seconda della grandezza dell'uovo
frutta assortita
caffè d'orzo (per via dei bambini:-))
 e per la crema pasticcera:
3 tuorli
500ml latte
un tocco di cannella se piace
100 di zucchero
la buccia grattuggiata di un limone

Grattuggiate la scorza di un limone e il latte in una casseruola e ponetela sul fuoco a fiamma dolce portando a bollore. Aggiungete le uova e lo zucchero continuate a girare fino a quando non si sarà creata una crema.
Un tocco di vaniglia o cannella la profumerà. Lasciatela intiepidire.
 Se avete ancora un uovo intero, riscaldate la lama di un coltello e cercate delicatamente di separare le due parti. Posizonate una metà su un ripiano avendo cura di tenerlo in equilibrio. Se traballa, cerca di levigare la parte sottostante con l'aiuto della lama riscaldata, attenzione a non bucarla però. Bagnate i savoiardi nel condimento da voi preferito e sistemateli all'interno ricoprendo tutta la superficie. Versate la crema, nè troppo fredda nè troppo calda e guarnite con la frutta ma anche con tutto ciò che la fantasia vi suggerisce. Lasciate in frigorifero almeno un'ora prima di servire.

Con questa ricetta partecipo al contest di Dani
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