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martedì 9 ottobre 2012

Un'ottobrata romana e un esercito di cappelletti




   Oggi inizio con una domanda: qualcuno ha mai sentito parlare delle Mariette? Sapete chi sono? Per chi scuotesse la testa ai lati ecco due mie parole di spiegazione. Iniziamo col dire che le Mariette di oggi  nascono da una iniziativa di Casa Artusi a Forlimpopoli, vicino Forli. Il nome è preso dalla più famosa governante dell’enogastronomo romagnolo, Marietta Sabatini, fedelissima cuoca che spesso  si occupava di curare i suoi piatti e di mandare avanti la baracca. Il signor Pellegrino ne era così tanto  fiero da  dare talvolta  ai piatti il nome di lei, in onore di tanta bravura. L’associazione odierna,  attiva già da anni,  raggruppa tutte quelle signore - ma anche signori -  che con maestria, cuore e tanto impegno portano a tavola ogni giorno piatti della tradizione soprattutto a base di pasta, riso, pane. Ma perché vi parlo di loro ? 
Perché in un week end di ottobre, in una giornata che a Roma viene definita Ottobrata per via della bella temperatura, ne troppo caldo ne tanto freddo, ho avuto modo di imparare una antica tradizione romagnola direttamente da una di loro, una marietta di altri tempi  la signora Maria (nel nome già un programma, si potrebbe dire!)  Originaria di Predappio (chi non la conosce?) lavora la pasta dall’età di 6 anni, quando ancora con la sua mamma arrivava sì e no al bordo del tavolo.  E, a proposito di età, non lasciatevi ingannare dall’immagine:  è vispa come solo i romagnoli sanno esserlo ed ha una energia che personalmente neanche io nel giorno più in forma mi sognerei !  Non ho mai visto usare coltelli e attrezzi senza la minima esitazione come fa lei  e non ho mai visto tanta potenza  nelle braccia da ridurre la pasta in sfoglia velatissima  in un paio di mattarellate! Ieri mi sono recata in casa sua dietro invito. La signora è la suocera di una mia carissima amica e da anni vive in provincia di Roma. E’ da tempo  che aspettavo un' occasione cosi, sono sincera. Sentirla e vederla all’opera mi ha regalato grande emozione: mi ha fatto ripensare, nostalgicamente, ai miei anni universitari  trascorsi a Forlì, e mi ha fatto riflettere su quanto patrimonio culturale ed eno- gastronomico testimoniano queste persone, una vera fonte per tutti noi appassionati di cucina.  La preparazione del giorno consisteva nei cappelletti ripieni di macinato, da cuocersi nel classico brodo (perdonatemi ma non posto la ricetta, io comunque preparo questo qui ).  Ho ben poco da aggiungere a questo punto: sicuramente le immagini dicono molto più di quanto potrei fare io. Vi lascio con la ricetta  e qualche indicazione per la preparazione del piatto.

Per il macinato: 
4 etti di carne bovina e di maiale mista ; facciamo rosolare in padella con poco olio
1 noce e mezza di noce moscata
sale 
pepe
almeno 4 cucchiai di parmigiano reggiano, ma se occorressa anche di più



Per la pasta :
farina quanto basta
4 uova
sale

In senso orario: prepariamo la pasta con farina e 4 uova. La farina verrà aggiunta di volta in volta, a seconda della necessità. Aggiungiamo un pizzico di sale e lavoriamo con le mani. L'impasto deve essere morbido.
Con il mattarello iniziamo a stendere la sfoglia sino a renderla sottile. Noterete che il mattarello non è lo stesso: priam si adopera quello grande poi si passa a uno più piccolo, più sottile di circonferenza. Avvolgiamo la sfoglia pronta intorno a questo. Incidiamo la sfoglia ancora avvolta sul mattarello  in tutta la sua lunghezza aiutandoci con un coltello affilato e a punta.


Incidiamo una seconda volta. Ora procediamo in senso verticale ricavando tanti piccola quadrati. Disponiamoli uno ad uno sul tagliere e posizioniamo al centro un pizzico di carne macinata. Richiudiamoli partendo da un angolo che ricopra il macinato combaciando con l'angolo opposto. Chiudiamo sul retro e appiattiamo tutto intorno (in pratica deve rimanere come un piccolo cocuzzolo :-) )
Credete: questa operazione è più difficile a dirsi che a farsi :-). Via via che li prepariamo, li disponiamo su un vassoio , ben distanti tra di loro e lasciamo seccare un pochino. In genere si aspettano 12 ore ma noi eravamo affamati - lol -  e dopo l'alzataccia del mattino , abbiamo mangiato i cappelletti a distanza di un paio di ore dalla loro preparazione.
La parte più difficile, forse è abbastanza ovvio, è tirare la sfoglia ad arte ma come per molte cose nella cucina è anche questione di pratica...insomma, volendo citare una famosa frase tratta dal film  "Ricomincio da Tre", ( ricordate? ) di Troisi, bisogna "provare, provare, provare" .
Grazie Maria!





mercoledì 19 settembre 2012

Fettuccine limone e olive verdi




Se dovessi descrivere con un colore l'estate sceglierei il giallo. Penso che in molti lo farebbero per facili associazioni: il sole, il caldo, il colore del  grano ecc...". Ma se dovessimo decidere un colore per ogni mese?Mmm...sarebbe un pò più difficile. L'estate sta lentamente sfumando e anche se settembre ci regala sprazzi di luce e un bel teporino il pensiero torna ai profumi che ritroveremo tra 12 mesi ( e qui di colori e sensazione si è già parlato) Tutto questo mio divagare accadeva qualche  mattina fa, presto, molto presto per essere una domenica. Una di quelle soleggiate ma con giacchetta sulle spalle. Quelle in cui nel silenzio dell'ora apprezzi la moka che fa-da-sè ricevuta un paio di natali fa.Quelli che se non fosse che  hai ripreso il tran tran quotidiano quasi quasi potrebbe ricominciare tutto daccapo - lol!  -  come se fosse primavera.
Vi propongo una ricetta facile e veloce che sposa benissimo la voglia di dedicarsi ancora  all'aria aperta, vuoi per i suoi colori, vuoi per i suoi profumi. Richiede poco impegno e da tanta soddisfazione , per non parlare del fatto che sa di limone e chi ama questo frutto non potrà che apprezzare.


Ingredienti x 6 persone
500 grammi di fettuccine
2 limoni  bio
la scorza dei limoni suddetti
50 gr di burro
200ml di panna da cucina
12 olive verdi denocciolate
sale
pepe

In un'ampia padella mettete a sciogliere il burro a fiamma bassa.  Rigate i limoni con un rigalimoni (o anche con un coltello evitando la parte bianca!) e mettete da parte.Tagliate le olive a fettine sottili.  Spremete il succo dei limoni e una volta sciolto il burro, aggiugete la panna, le scorzette e le olive.  In una pentola a parte fate cuocere le fettuccine con veramente poco sale e scolatele  al dente. . Quando la pasta sarà pronta versatela nella padella e fate mantecare per qualche minuto aggiustando di sale e pepe.

martedì 11 settembre 2012

Guazzetto di frutti di mare allo zafferano




La domanda del week end trascorso è stata  questa:  le  ricette  estive assaporate durante le vacanze rendono nostalgici? Per quanto mi riguarda si. L’atmosfera non è la stessa. Non si è  in riva al mare o magari sotto un pergolato al fresco con una bella  luna che fa da lampione, le infradito non sono più ai piedi e non c’è neanche un granello di sabbia in giro...Naaa, non proprio la stessa cosa!  
Cerco di consolarmi pensando che è giusto cosi e che bisogna vivere ogni stagione con i suoi momenti . Un piatto però quando  è buono è buono e funziona  ovunque. In fondo, un terrazzino, un po’ di ombra e qualche bella pianta possono fare benissimo da sfondo, o no? La luna dunque non è spuntata ma il sole si. Una bella  giornata di fine estate, anche meglio forse, visto che  settembre sa  regalare il caldo senza esagerazioni.Ho deciso quindi di preparare questa  zuppa che in  casa mia si prepara da che ne ho memoria. I frutti di mare sono surgelati, a voi consiglio i freschi ma se non fosse possibile, ne vale ugualmente la pena.  La variante sperimentata   è presa da  Sale e Pepe, la rivista -  (numero speciale 78 , frutti di mare)  - e  rispetto alla preparazione dei giorni passati mi ha piacevolmente sorpresa. Insomma, ho scoperto che  un piccolo tocco di zafferano è davvero niente male e se amate cozze, vongole, totani e compagnia bella, se anche voi siete nostalgici del mare e se siete incuriositi dalla nota di questa spezie, non vi resta che provarla in ricordo dei  giorni andati e in attesa dei sapori autunnali….



Preparazione 30 minuti
Cottura 15 per 4 persone

Ingredienti
1 kg di frutti di mare surgelati /in alternativa cozze e frutti freschi
1 bustina di zafferano
2 dl di vino bianco
2 spicchi di aglio
1 peperoncino fresco
3 rametti di prezzemolo
Olio evo
sale


Con frutti freschi: pulite i frutti .Nel caso di cozze , eliminate il bisso e raschiate i gusci con un coltello e lavatele a lungo in acqua corrente. Mettetele in una larga padella su fuoco vivo e coprite per 3-4 minuti finchè i gusci non si saranno aperti. Eliminate quelle chiuse, filtrate il loro liquido e versatelo in una ciotola.
Prendete una padella se usate i frutti surgelati (utilizzate quella già usata in caso di frutti freschi) (ri)mettetela sul fuoco con 3 cucchiai di olio evo, il prezzemolo tagliato finemente, il peperoncino e gli spicchi d’aglio passati nello spremiaglio. Fate insaporire per pochi minuti. Aggiungete il vino , un dl di acqua dove avrete  sciolto lo zafferano e poco sale. Cuocete per 10 minuti a fiamma bassa per far insaporire ( versate il liquido delle cozze se quelle fresche ). Aggiungete le cozze e/o i frutti di mare e aggiungeteli al sughetto caldo tenendo un minuto sul fuoco. Spegnete e  coprite. Una volta tiepido servite in ciotoline eaccomapgnate con crostini.



martedì 5 giugno 2012

PASTA, PANCETTA E PARMIGIANO: i mini sformati pret-à-manger che fanno bene anche agli amici emiliani!


 

Questa piacerà ai bimbi  ma anche, soprattutto,  alle mamme perché.... i piccoli di casa la mangiano volentieri! Il procedimento è classicissimo  ma il formato è diverso e  forse , un po’ perché la pasta risulta croccante, un po’ perchè pare essere una tortina,  invoglia di più. Tra l’altro, per chi non volesse passare in rassegna il proprio frigorifero alla ricerca di “avanzi “ da riciclare rigorosamente (!!!) , queste porzioni sono un ottimo metodo anti spreco. Last but not least, hanno tanto parmigiano che , come sapete, non solo  è un ottimo alleato della cucina come tradizione vuole ma, in questo momento, è prezioso per chi  , nelle vicende emiliane degli ultimi giorni,  ha davvero bisogno di una mano. Le pezze del famoso formaggio andate rotte sono ancora buone da mangiare  dunque perché non  unire l’una e l’altra cosa? Tutti gli aggiornamenti e le informazioni sono qui e mi fa piacere anche ricordare  che non sono solo i caseifici a essere in difficoltà ma anche le acetaie e i produttori di pere tipiche emiliane.

Ingredienti
200 gr. pasta corta di vostra scelta
200 gr. formaggio parmigiano reggiano
300 gr.  pancetta  magra in cubetti
250 ml di panna da cucina
Sale q.b.
1 cucchiaio di olio evo


Accendete il forno a 150 gradi circa. Lessate la pasta come d’abitudine e salate.  Nel mentre, rosolate appena appena la pancetta in una padella con l’olio. Quando la pasta sarà pronta, versatela in una coppa e aggiungete la panna e la pancetta e amalgamate il tutto.  Dispontele  in piccole pirofile o comunque in teglie anche usa e getta di formato piccolo. Versate la pasta e fate in modo che ci sia abbondante panna affinché non si secchi durante la cottura . Spolverate tutto con abbondante parmigiano. Infornate per circa 10 minuti  e ancora 5 minuti con il solo grill. 







venerdì 1 giugno 2012

E' proibito




“È proibito

piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.
È proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realta'.
È proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.
È proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.”
[…]



Quanto sta accadendo in questo Paese è cosa che ci riguarda tutti, terremotati e non, sfollati e non, emiliani e non . La bella poesia è di Pablo Neruda e non è mai stata tanto vera come ora.
Ho vissuto in Emilia Romagna per quasi 8 anni e la porto nel cuore insieme alla sua gente. Modena e le sue bellezze , gli splendidi paesini tutto intorno hanno fatto da cornice a splendide serate con amici che non meritano di essere lasciati soli. Se volete anche voi unirvi con un gesto semplice e sincero, pubblicate il banner e cercate sulla pagina fb il modo a voi più consono per dire che ci siete.

Vi lascio questa ricetta di stagione...



Ingredienti
200 grammi di tagliatelle (Bi-aglut se sei intollerante al glutine)
300 grammi di fave fresche
200ml acqua calda o brodo vegetale
Una decina di pomodorini pachino
2 cucchiai olio evo
Sale q.b
200 grammi di pancetta dolce a dadini
1 cipolla piccola intera
Peperoncino e pecorino se vi pare




In una capiente pentola antiaderente, mettete a rosolare la cipolla tagliata e affettata sottilmente con due cucchiai di olio. Lasciatela appassire dolcemente.Nel frattempo sbucciate e lavate le fave. Aggiungete alla cipolla la pancetta e di nuovo lasciate rosolare qualche minuto e infine i pomodorini. Aggiungete da ultimo le fave e ricoprite con qualche mestolo di acqua calda. Abbassate la fiamma e lasciate andare a cottura lenta sino a quando le fave non risulteranno morbide (provate con i rebbi della forchetta). Se occorre, aggiungete altra acqua. Aggiustate di sale. Cuocete intanto la pasta a parte. Una volta pronta , saltatela nella padella e se gradite, completate con formaggio e peperoncino.



martedì 14 febbraio 2012

Dopo quelle di nonna Pina, quelle di Shrek e.... anche gluten free!


E finalmente posso gridarlo al mondo intero: anche io ho fatto la pasta in casa!
Che gioia cimentarsi con matterello e farina... come sono contenta…..basta poco vè? Vi diro di più: ho usato anche la farina glutenfree con risultati ottimi.
La cosa più divertente è stato capire come montare la mia Imperia tanto che non la conosco e uso e le spiegazioni non erano proprio modello ikea. Mi è stata regalata ormai qualche annetto fa e non l’ho mai usata, per lo più per mancanza di tempo perchè preparare la pasta porta via un pochino di tempo, perlomeno all'inizio. In questi giorni di freddo micidiale e di chiusura in casa quasi forzata mi sono organizzata: farina, matterello e ….spinaci perché mica la vogliamo fare semplice? Quando mi ci metto faccio sul serio anche se il merito è anche un po’ di Dani che mi ha ispirato con la sua performance. Insomma, una volta trovato il giusto gancio per ogni foro, fissato il morsetto e indossato il grembiule, sono partita. Ne è venuta fuori una super pasta che è piaciuta tanto anche al mio pargolo: "Mamma è quella di Shreck vero?Per il condimento, ho preparato un ragù leggero  , tanto per rimanere in tema “verde” e dintorni.


Per le tagliatelle:
300gr di farina – io ho usato la Bi-Aglut
2 uova intere e un tuorlo
100 gr di spinaci
Per il ragù all’ortolana
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
2-3 pomodori ben maturi
1 conf pomodori pelati
Sale q.b.
Procedimento per la pasta
Lessate gli spinaci e strizzateli ben bene. Passate al frullatore o in un robot e teneteli da parte sino a quando non saranno freddi.
Preparate una fontana di farina, aggiungete le uova e impastate. Aggiungete gli spinaci sino a quando saranno ben amalgamati con tutto il composto che dovrà essere liscio.
Spianate la pasta con un matterello sino a renderla mezzo cm circa. Ritagliatene dei grossi rettangoli da passare nel rullo della macchina (Imperia o tipo Imperia) e poi nell’apposito rullo per le tagliatelle. Se non avete una macchina, piegate la sfoglia su se stessa ottenendo al massimo tre strati e tagliatelle lateralmente. Lasciate asciugare le tagliatelle disposte su di un piano per un paio di ore e aggiungete della farina per evitare che si attacchino. Io consiglio un buon ragù ma fate vobis…
Per il ragù all’ortolana:
Mettete in una pentola tutti gli ingredienti ben sminuzzati. Un cucchiaio di olio e lasciate andare a fuoco vivace per qualche minuto. Aggiungete la salsa e lasciate cuocere come d’abitudine. Aggiustate di sale.

lunedì 6 febbraio 2012

L'abito fa il monaco...anche in cucina! (parte seconda)



Se non vi siete ancora congelati, se i vostri arti superiori e inferiori funzionano a puntino, se il cervello non è in panne e risponde ai comandi allora  vuol dire che siete vivi  e vegeti (.. e fortunati ) perché:
1) siete sopravvissuti all’ondata di neve e gelo che sta investendo gran parte del nostro stivale;
2) vivete nella parte dello stivale che la neve e il  gelo (sino a questo momento???)  lo hanno solo sentito nominare e visto in tv.
Scene incredibili nel mio stabile: dove chi come non è abituato a cotanta (!!!) neve caricava sacchi di sale da spargere tutto intorno fuori quando il sale, come la sottoscritta per esempio, tutt’al più lo usa solo in cucina…ma vabbè, passerà anche questo!
Forse (e dico forse) qualcuno si starà chiedendo come va a finire questa storia dell’abito che non fa il monaco; che non tutto è quello sembra; e la storia di  essere e non essere  e bla bla bla…
E allora  partiamo con una domanda semplice che è già una risposta :-)
 Ma voi il minestrone, come lo cucinate? Sarò breve, giuro: da bambina, le verdure le mandavo giù a fatica; da che ho imparato a distinguerle più o meno: roba verde = no buono. Cosi, che ci crediate o no,  la mia mamma è sempre andata alla ricerca  dell’ingrediente perduto, quello magico,  che lo facesse andare giù più volentieri e ci è riuscita: con  la soluzione che nel caso della bimbetta Fulvia si è sempre chiamata pancetta. La bontà fatta persona ai miei occhi. che rendeva ogni cosa "mangiabile":mi preparava le uova con la pancetta, la pasta con la pancetta e perché no, anche il minestrone. Morale: a casa mia il minestrone si fa cosi. Da sempre…beh, certo, capisco che non è la regola ma per il resto è tale e quale. Verdure e ortaggi : carote, piselli, patate, pomodori, ecc..  nulla più.
Ed ecco che, nella più pura delle tradizioni, ho cucinato il minestrone. Al posto della parta corta ho usato gli spaghetti (siete autorizzati a ridere) Ho “in-ciotolato”, apparecchiato e camuffato ed il gioco è fatto....Piatto servito, scherzo riuscito  :-)


venerdì 3 febbraio 2012

L'abito fa il monaco...anche in cucina! (parte prima)



 “Non sempre le cose sono come sembrano” (Fedro).
Oggi vorrei iniziare questo post con  questa citazione.  Personalmente,  trovo che tra le tante cose da cui siamo  circondati al mondo d’oggi , una tra le  più difficili da decifrare, con la quale il genere umano deve fare  i conti sia  l’apparenza. Nel senso di inganno eh... E’ cosi difficile leggere tra le righe a volte  che si da per scontato che ciò che vediamo sia effettivamente ciò che è e a volte il risultato è talmente diverso, talmente lontano da lasciarci a bocca aperta, da non ritenerlo quasi  possibile.
Ma è sempre cosi? E quanto è vero?  Eh si, oggi sono sul filosofico andante :-)
 Alla sola parola  a.p.p.a.r.e.n.z.a. , mi si aprono interi universi sul perché sia più facile presentarsi come altro, il diverso da se. E poi vale  per tutti e tutto??...Mah... Mi viene in mente che già a  inizio XIVesimo secolo,  Friedrich  Schiller faceva dire a Maria Stuarda  :“Tutti giudicano secondo l'apparenza, nessuno secondo la sostanza.” Certo, a potersi permettere una verifica del caso, a poter indagare.
L’altro giorno, mentre divagavo con la mente su  questi pensieri e su letture universitarie ormai lontane,  ho voluto fare un piccolo esperimento. Ai fornelli, pronta per ricevere ospiti,   ho preparato un piatto che  spesso gira per casa, dunque conosciuto. L'ho travestito però e  presentato come nessuno si aspettava. (proprio come vedete in foto!) I miei commensali, brava gente,  prima dell’assaggio ufficiale e ignari di quanto si apprestavano a mangiare si sono confrontati e hanno emesso ognuno il proprio verdetto: chi diceva una cosa; chi l'altra. Vi dico solo che ad arcano svelato l’esclamazione di stupore c’è stata: “Ohhh, ma dai?" e "Non l’avrei mai detto perchè sembra, sembra....." ciò che non è! I successivi bocconi hanno dato ragione.
Dunque  il caro Pirandello non si sbagliava, cosi è ...se vi pare  e se a voi va di stare allo scherzo, dite la vostra :-) (to be continued)....



venerdì 27 gennaio 2012

La pasta al forno versione scrivania



Sono sicura che la prima cosa che vi sta passando per la mente è: Versione scrivania?  Ma parliamo della pasta al forno? Quella della domenica ? Quella che se non c’è non è domenica?Quella che ti svegli al mattino e già senti che sei pronto  per forchetta, coltello e bavero quadrettato?
E la risposta, pardon, le risposte sono: si, si, si, si e ancora si ! Proprio quella li.
Con la variante che , non è stata cotta in casa probabilmente intorno alle 11 del mattino se non prima; non ha richiesto super mega spesa (ricordo mia nonna con macinato, uova, prosciutto e chi più ne ha più ne metta); semplicemente ci si è accontentati della versione…..più leggera, da scrivania , appunto!
Chi mi segue da un po’ lo sa: ho la fortuna di lavorare in un ufficio che vanta una cucina super attrezzata…quasi un orgoglio per me, neanche fossi la proprietaria.
Di tanto in tanto , capita di “gettare l’amo” tra i colleghi per vedere cose raccoglie: cosa cucino? La regola è una soltanto: piatti di facile esecuzione e che non richiedano molti passaggi. Cosi in fredde giornata invernali o  afosi pomeriggi dietro la scrivania, capita di interrompere il digiuno con piatti della tradizione o freschi spuntini. Penso sempre che, se  i fornelli qui ad induzione elettrica potessero parlare, qualcosa la direbbero e sarebbe molto molto vicino a “Ma non ti basta mai? Anche qui in ufficio ora?”
La versione verace, originale e senza ombra di dubbio la più godereccia è quella con le polpette al forno. Un vero must della cucina meridionale.  Ma voi capite che un ufficio è pur sempre un ufficio e per quanto i responsabili – già mooolto pazienti – possano comprendere e apprezzare (il rovescio della medaglia..hihihih!), impastare carne macinata non è proprio consono, ne va della mia professionalità. Quindi mi sono limitata  a qualche ingrediente base, manco a dirlo per trasformare il pranzo corri e  fuggi in un momento più casalingo e accogliente. Mozzarella  e tanto parmigiano dunque ed il resto è tutta storia.




Ingredienti
Pasta (assolutamente corta);
salsa di pomodoro
sale q.b
formaggio Emmenthal e affini
parmigiano reggiano
mozzarella

Preparate un sugo leggero ma abbondante e non concentrato. Cuocete la pasta come di abitudine e scolatela al dente. Mettete tutto in una teglia, alternando gli strati di pasta con i pezzetti di mozzarella e generose spolverate di formaggio. Ricoprite l’ultimo strato di pasta con una manciata avvondante.
Cuocete in  forno a circa 150 gradi per una ventina di minuti.




lunedì 12 dicembre 2011

Pasta pomodori, rucola e pecorino romano



Ed ecco un altro post velocissimo…troppe cose da fare in questo periodo..il food swap ( a proposito: presto il nome della mia compagna di avventura) , i regalini golosi per natale come suggerisce il Cavoletto, gli impegni familiari …insomma, il post veloce (ahimè) è d’obbligo.
Vi lascio allora questa ricettina facile facile che di più nzi zo.
Gli ingredienti sono quelli del  frigo da fine settimana, da venerdi insomma, quando ancora non ci si è organizzati per la spesa e non occorre neanche fare una lista di ciò che manca tanti gli echi di rimando :-)
Io mi sono ritrovata  pomodori e rucola,  sopravvissuti e ancora commestibili…Normalmente viene in mente una bella bruschetta ma io ho fatto un bel mix cotto e questo è quanto venuto fuori.

Ingredienti
Un bel mazzo di rucola
Pomodori maturi o anche salsa al limite
Olio evo
Uno spicchio d’aglio
Pecorino romano

Mettete a rosolare l’aglio senza camicia  in una padella con un paio di cucchiai di olio. Lasciate insaporire e versate i pomodori lavati e tagliuzzati nel frattempo. Io ho a ggiunto anche un po’ di salsa . Togliete l’aglio e lasciate proseguire la cottura. Nel mentre, lavate e mondate la rucola.
Adagiatela sopra al sugo e coprite con il coperchio. Durante la cottura si formerà tanta acqua: lasciate cuocere sino a quando questa si sarà ridotta di un bel pò e sino a quando  la rucola si sarà completamente ammaccata e imbrunita. Lasciate cuocere ancora per una 20 di minuti salate e pepate. Portate a bollare dell’acqua per la pasta , cuocetela e scolatela al dente. Una volta pronta, saltatela per un paio di minuti in padella con il sugo e la ruchetta, impiattate e condite con abbondante pecorino romano.

Il mio consiglio: fate attenzione alla quantità di sale durante la cottura e della pasta e del condimento, il pecorino romano è  già particolarmente saporito.
 
fate ritirare l'acqua


martedì 8 novembre 2011

Cannolicchi rigati panna e carciofi perinaldo


Quando penso a chi  si appresta a dividere con me un pasto, pranzo o cena che sia, mi viene in mente sempre questa frase: "Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante  durante le ore che egli passa sotto il nostro tetto" (A. Savarin- Fisiologia del Gusto 1825). E questo vale sempre. Poniamo un giorno un  ET piuttosto affamato in visita al genere umano mi chiami e mi dica: "Fulvia telefono-casa perchè a vengo a cena", secondo voi cosa potrei rispondere io????? "Ehi,amico, accendi la navicella che bolle già e ora butto.... la pasta". Ma certo la pasta, che altro! 

lunedì 1 agosto 2011

Sedanini tonno e zucchine

AVVISO AI NAVIGANTI : QUANTO STATE PER LEGGERE NON PUO’ CONSIDERARSI RICETTA BENSI'  UNA FORMA DI SOPRAVVIVENZA PURA DETTATA DA STANCHEZZA PSICOFISICA”

 

Scherzi a parte, mi chiedo se capitino anche voi quelle giornate in cui siete un  pò apatici, indolenti su tutti i fronti e meno che mai desiderosi  di andare a  fare la spesa …nonostante il vostro frigorifero  reclami a gran voce che ormai è rimasto ben poco.
 A me si. Sono quelle giornate che coincidono -curioso eh? -con il lunedì,  giorno dedicato in casa mia al rimpinzamento del suddetto. Da quando è  iniziata l’estate, questo giorno coincide ahimè con altri giorni della settimana con la facile e immaginabile conseguenza che il frigorifero continua a rimanere vuoto (a volte mi pare di sentire l’eco!) ed io  che mi trascino  da un divano a un altro, leggendo un bel libro (sforzo psicofisico che mi concedo!)
Ma bisogna pur mangiare …allora , mi attivo, combatto la forza di gravità che mi trattiene sul cuscino e vado in  cucina per vedere cosa offre la dispensa: ben poco appunto. Trovo una zucchina e un paio di cipolle  implorano aiuto.
L’altra dispensa, quella del “secco”, non è da meno. Provo ad abbinare la zucchina con il tonno. Se si fa o meno non lo so, lo ignoro ma non ho molte alternative…

lunedì 27 giugno 2011

Casarecce pomodorini e bottarga..a modo nostro!


Questa domenica eravamo ospiti a casa di alcuni cari amici e come spesso accade in queste occasioni, non mi sono potuta trattenere dallo sbirciare in cucina per vedere cosa bollisse in pentola.
La cuoca, per fortuna, sopporta ben volentieri queste mie irruzioni e poi - e anche questo accade con una certa frequenza - “dai una girata li;sminuzza qua, accendi quel fornello”, mi ritrovo, anche io ben volentieri, a partecipare a tutti questi cucinamenti.
La questione qui ha un nome ghiotto e ha per protagonista l’ortaggio che per eccellenza accompagna le calde estati di tutti i tempi, il signor pomodoro. L’ho già scritto in passato ma credo proprio che il pomodoro sia il mio preferito: cosi versatile e duttile , da sapore veramente ad ogni piatto e si accompagna con tantissimi ingredienti, non trovate anche voi? La ricetta è presa dal sito di http://www.giallozafferano.it/.

Allora, gli ingredienti sono molto semplici:
  • 2 spicchi di aglio
  • 3-4 foglie di basilico
  • 15 gr di bottarga
  • 1 cipollotto bianco
  • 400gr di pasta
  • 400 gr di pomodorini ciliegino
  • pepe q.b.
  • sale q.b.
  • 1 vaschetta di cuore di brodo knorr (ma noi non l'abbiamo usata)
Preparazione:
Mentre lavate e ciligieni in 4 parti, portate a bollore la pentola con acqua salata che servirà per la pasta.
Tagliare poi un cipollotto fresco e farlo rosolare nell'olio. Potete aiutarvi con una mandolina per avere fette più sottili. Aggiungere i pomodorini e lasciarli cuocere senza però che si spappolino. A questo punto, scolate la pasta e amalgamatela con i pomodorini aggiungendo qualche foglia di basilico, una spolverata di pepe, e la bottarga e continuate a mescolare. Servite in tavola caldo











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